Walt Disney e la Xerox. L’innovazione che salvò l’azienda

da | Lug 6, 2022 | Tecniche

Lo scarso successo de La bella addormentata nel bosco del 1959 fu un duro colpo per la Walt Disney Company. Considerato uno dei film d’animazione più costosi mai realizzati, ebbe un incasso talmente esiguo che molto consigliarono a Walt Disney di chiudere il reparto di animazione e concentrarsi piuttosto sui parchi a tema. Era chiaro ormai che l’animazione fosse diventata una tecnica troppo costosa, e la famosa mania di perfezione del produttore non aiutava certo a limitare i costi. 

Ma Walt non voleva arrendersi, e piuttosto che chiudere per sempre con l’animazione tentò di renderla più economica. In questa occasione fu provvidenziale l’utilizzo della stampante Xerox. Grazie a questa macchina fu possibile saltare completamente la fase di inchiostrazione, un processo lungo e costoso che consisteva nel ricalcare i disegni delle animazioni sui rodovetri (fogli trasparenti fatti di acetato di cellulosa), dove poi venivano anche colorati.

La stampante Xerox, infatti, grazie a una speciale lente, trasferiva le animazioni dal foglio di carta a una piastra caricata elettrostaticamente, e da lì era possibile trasferirle direttamente al rodovetro senza l’intervento dell’inchiostratore. Per giunta, la macchina permetteva anche di riutilizzare con facilità animazioni già fatte, evitando agli animatori di ricalcarle a mano, e tutto ciò si traduceva in un enorme risparmio di tempo e, soprattutto, di denaro.

L’utilizzo di questa tecnica chiamata xerografia ebbe inizio con La carica dei 101 (1961), pellicola amata dal pubblico per il suo stile innovativo e moderno, e si protrasse alla Disney ancora per molti anni, fino all’avvento del digitale.

Ma, prendendo in considerazione proprio La carica dei 101 possiamo notare come, nonostante la Xerox abbia permesso la realizzazione in poco tempo di scene con molti personaggi in campo (in particolare quelle con il branco di 99 cuccioli), la macchina abbia determinato un calo di qualità nei lavori Disney. Le linee dei disegni sono più grosse e sporche, in alcuni punti sembrano quasi disegnate a carboncino, e ci sono segni di matita ben visibili che compaiono in alcuni frame. Facendo il paragone proprio con il precedente La bella addormentata nel bosco, con le sue linee fini e pulite, la differenza è evidente.

Inoltre, dato che l’inchiostrazione non era più necessaria, anche le centinaia di inchiostratori che lavoravano alla Disney persero di utilità, perciò furono licenziati in massa.

Nonostante questo, La carica dei 101 e i film successivi permisero all’azienda di rimanere a galla nello spietato mondo del cinema per tutta la cosiddetta epoca di bronzo (gli anni Settanta); oggettivamente non erano capolavori all’altezza di Biancaneve e dei classici dell’epoca d’oro, ma riuscirono comunque a conquistarsi un posto nel cuore del pubblico. Tuttora ci ricordiamo sempre del simpatico Romeo “er mejo del Colosseo” (Gli Aristogatti), della perfida Crudelia De Mon (La carica dei 101) e della buffa canzoncina del Cantagallo (Robin Hood).

La Xerox aveva praticamente salvato l’azienda, ma aveva anche comportato cambiamenti negativi al suo interno. Oltre al licenziamento degli inchiostratori c’era il problema già menzionato del calo di quella qualità grafica che tanto stava a cuore al padre di Topolino.

Tutte le grandi rivoluzioni tecnologiche portano a dei cambiamenti radicali, ma tra i fattori più positivi di questa storia emerge il fatto che gli Walt Disney Animation Studios ebbero modo di approcciarsi a uno stile diverso che forse altrimenti non avrebbe mai considerato. Magari nessun classico Disney avrebbe mai avuto i tratti spessi e sporchi de La carica dei 101 e dei film successivi se non ci fosse stata la xerografia. Nonostante questo stile sia sinonimo di qualità inferiore, le loro caratteristiche estetiche possono comunque rispecchiare i gusti del pubblico; almeno, quello dell’occhio attento che coglie la differenza visiva tra xerografia e inchiostrazione.

Potete reperire questi classici su Disney+.

FONTI:
Wikipedia
Il Post
YouTube I, II
IMMAGINI:
One Hundred and One Dalmatians, ©1961/Wolfgang Reitherman/Clyde Geronimi/Hamilton Luske/Disney Pictures
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Sull’autore
Appassionata di disegno e arte in generale, si è diplomata al Liceo Linguistico Giosuè Carducci di Viareggio, per poi decidere di cambiare completamente l’indirizzo dei suoi studi in favore di una carriera artistica frequentando il corso di Animazione Tradizionale alla TheSign - Comics & Arts Academy di Firenze. Al momento lavora come animatrice 2D per il cortometraggio Preview del regista Fabio Serpa, in uscita nel 2022, e per il videogioco indie The Biggest Punch, in uscita prossimamente. Anche se l’animazione è la sua passione principale, i suoi interessi sono molto vari: letteratura, lingue, viaggi, natura, cinema, videogiochi, montaggio audio/video e illustrazione.
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