Frozen 2 – Il segreto di Arendelle // La mitologia dietro ai quattro elementi

da | Lug 27, 2022 | Film

Uscito nel 2019, Frozen 2 – Il segreto di Arendelle è il sequel di Frozen – Il regno di ghiaccio (2013). E’ stato il film d’animazione con maggiori incassi nella storia del cinema ed è il 58° Classico, prodotto dagli Walt Disney Pictures e diretto da Chris Buck e Jennifer Lee. La pellicola è ispirata al racconto La Regina delle Nevi di H. C. Andersen.

Il celebre autore di fiabe viene ampiamente omaggiato attraverso i nomi dei protagonisti: Hans da Hans, Kristoff da Christian, ed Anna e Sven da Andersen. Inoltre i due servitori Kai e Gerda si chiamano come i protagonisti de La Regina delle Nevi. Mentre Elsa deriva da Elsa Beskow, famosa scrittrice ed illustratrice delle storie di Andersen. Nel secondo film viene omaggiata la letteratura e la mitologia antica, e non solo di stampo nordico.

Nel primo film Elsa è spaventata dall’enorme potere che detiene e ha il terrore di far del male agli altri. Nella seconda parte invece si accorge di far pace con un lato misterioso di sé, e un passato oscuro la tormenta. Originariamente la Regina delle Nevi doveva essere cattiva ma la scrittura dell’indimenticabile Let It Go ha completamente stravolto la caratterizzazione del personaggio. Al contempo la sorellina Anna vuole contribuire al salvataggio di Arendelle perciò non vuole lasciare tutta la responsabilità sulle spalle di Elsa. Per difendere il proprio popolo le protagoniste dovranno partire per un viaggio, sempre insieme ai fidati Olaf, Kristoff e Sven, verso la foresta incantata per scoprire la verità sul passato della loro famiglia e del regno. 

La nuova avventura vede coinvolti i quattro elementi della natura: terra, aria, fuoco e acqua. Ognuno di questi elementi è rappresentato da una figura mitologica di diverse tradizioni, che spesso ha nomi diversi nelle varie lingue e culture, ma che rappresenta sempre la stessa cosa: i giganti, lo spirito del vento, la salamandra e il kelpie

Nella mitologia nordica i giganti sono esseri maligni, rappresentanti l’ostilità della natura, che vivono nel buio degli abissi o dei monti. Essi sono la nemesi degli dei, perché co-responsabili del Ragnarok, cioè la fine del mondo. La stessa runa norrena che li rappresenta ha la forma a martello come quello del dio Thor, volto a sconfiggerli. Vero che, però, in questa pellicola è possibile vederli anche con un aspetto più benevolo e qui ci si accosta alla tradizione generalmente nordeuropea per cui essi non sono altro che creature pacifiche, rozze e senza un gran cervello.

Lo spirito del vento, invece, più propriamente Zefiro, si riferisce direttamente al dio omonimo dei venti della tradizione greca, romana e omerica. Nelle prime due egli è rappresentato con sembianze umane e alato, mentre nell’Iliade è un vento impetuoso e pericoloso. Nel tempo lo spirito ha preso la connotazione opposta di brezza leggera e portatrice di primavera. Ad oggi è chiamato così il vento che soffia da Ponente.

La salamandra è, fin dall’antichità, considerato (erroneamente) un animale ignifugo. I romani credevano che queste creaturine vivessero nelle fiamme o che la loro pelle umida potesse spegnere gli incendi o, ancora, che il loro veleno (che infiamma le mucose e dà l’impressione propriamente di bruciare) portasse a sviluppare delle macchie sul corpo, quella che oggi chiamiamo vitiligine. Addirittura, si credeva che vivessero in prossimità dei vulcani, e che i rumori provenienti da essi non fossero che loro mentre costruivano tane al loro interno. Nel tempo le salamandre vennero prese come simbolo di rinascita attraverso le ceneri, come la fenice, e cominciarono a essere rappresentate ovunque, nei bestiari, negli stemmi, ecc. Nella tradizione celtica, probabilmente ripresa del film, invece, si manifestano sotto forma di lingue di fuoco, proprio come il nostro amato Bruni.

In ultimo vi è il kelpie (chiamato bäckhästen nelle culture nord europee oppure nøkk in norvegese), simbolo della cultura scozzese e associato per esempio al mostro di Loch Ness). La creatura generalmente è un cavallo muta forma composto d’acqua che, trasformandosi in un fanciullo o in una donna, attira le sue vittime verso di sé come una sirena, per poi farle salire sulla sua groppa e portarle lontano nell’acqua, affogarle e divorarle. Tuttavia esiste un modo per salvarsi e domare questa bestia, ovvero prendere possesso delle sue briglie. Tutto ciò è ampiamente riportato all’interno di questo film.

Nel magico mondo dei quattro (o forse cinque) elementi vi è anche un luogo magico chiamato Atohallan. Esiste davvero nella mitologia o è stato inventato dagli autori?

Nella tradizione scandinava non ve ne è alcuna traccia, ma vi è un qualcosa di attinente nella mitologia greca secondo cui esiste un fiume della memoria, Mnemosyne, che scorre nell’Oltretomba accanto a un altro dove le anime bevono per dimenticare il proprio passato. 

In conclusione sappiate che il legame tra il popolo di Arendelle e i northuldri, non è altro che la rappresentazione reale del rapporto fra i norvegesi “civilizzati” e il popolo Sami (lapponi). Quest’ultimi sono tutelati dalla nazione perché mantengono viva la tradizione nomade e antica. 

FONTI:
Norlit
Sapere
Wikipedia I, II, III
Wow Pack Now
Terre Celtiche
Nel cuore della Scozia
Advertising Grow
Al di là dello specchio
Copy Blogger
Cinema Fanpage
Norvegiani
Treccani
Them Arysue
IMMAGINI:
Frozen II, ©2019/Chris Buck/Jennifer Lee/Walt Disney Animation Studios/Walt Disney Pictures
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Sull’autore
Ha frequentato il Liceo Linguistico Giosuè Carducci di Viareggio dove ha studiato spagnolo e tedesco, proseguendo i suoi studi presso la facoltà di lingue, letterature e studi interculturali di Firenze in cui ha appreso lo svedese e il portoghese. Successivamente ha intrapreso una specializzazione settoriale in traduzione medica, del web e per le imprese del turismo presso la scuola per traduttori e interpreti di Pescara. Da sempre appassionata dei più svariati argomenti, dalla storia antica alla medicina e dagli animali alle scienze della terra, la sua più grande vocazione è sempre stata il mondo dello spettacolo. Ha frequentato corsi di danza, musical, pianoforte, recitazione teatrale e cinematografica e al momento frequenta la scuola di doppiaggio Voice Art Dubbing di Roma.
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