House of the Dragon // Il potere della computer grafica

da | Nov 24, 2022 | Tecniche

In concomitanza con l’uscita su Amazon Prime Video del prequel Il Signore degli Anelli, Gli Anelli del Potere, è uscita anche House of the Dragon, il prequel della celebre serie de Il Trono di Spade (Game of Thrones), ispirata al libro Fuoco e sangue dello scrittore George R.R. Martin. Questa serie, ambientata centosettantadue anni prima di quella originale, racconta la guerra civile di successione della casata dei Targaryen, coloro che per primi edificarono il trono di ferro e la cui guerra fratricida portò alla quasi estinzione dell’intera stirpe.

Oltre alle ambientazioni su strapiombi vista mare e all’ottima scelta di volti tra i personaggi in versione giovane e adulta, ciò che colpisce di questa prima stagione, che sembra promettere bene per le prossime tre, già ufficializzate, è l’uso della CGI che sembra essere di una qualità più alta rispetto a quella della serie originale e il cui budget, molto pesante, ha permesso la presenza sullo schermo di ben diciassette draghi, simbolo della casata.

Naturalmente, essendo i draghi all’epoca molto presenti, il lavoro sulla CGI è stato maggiore rispetto alla serie originale dove invece i draghi sono solo tre e ha richiesto molto più lavoro di post-produzione dove, a detta dello showrunner Miguel Sapochnick, di solito è l’ultimo 5% a fare la differenza. Ma il grande lavoro di CGI e green-screen ha permesso di inserire e osservare dettagli inediti su queste creature, anche a livello olfattivo e tattile.

Ad esempio, sono state inserite mosche intorno ai loro mastodontici corpi in modo da far percepire il fatto che sono creature puzzolenti, dei veri e propri animali o le loro enormi impronte lasciate sul terreno al loro passaggio. Presentano tutti forme diverse, hanno colori vari e sgargianti esattamente come li voleva lo scrittore, a seconda dell’età presentano corna in procinto di staccarsi, dorsi con chiari segni di molteplici sellature e ognuno di loro ha una propria personalità, dal più docile al più irrequieto, che spesso coincide con quella del proprio padrone. Addirittura, sempre parlando dei dettagli, come ci ha tenuto a precisare lo showrunner Ryan Condal, il team dell’oggettistica di scena non ha fatto nemmeno a meno della presenza di escrementi di drago.

Tuttavia, com’era già capitato nella serie originale, ai fan non è sfuggito qualche errore di scena, in questo caso proprio relativo alla CGI e al green-screen. Un personaggio a cui dovrebbero mancare due dita, mentre consegna una lettera da recapitare, compare con le dita in questione ben visibili, chiaramente rivestite di verde, a dimostrazione che purtroppo certi dettagli possono sfuggire anche in post-produzione.

Ciononostante, la serie prequel ha ridato vigore all’originale e fatto rispolverare vecchi libri di Martin usciti anni fa. Secondo le previsioni, questa sarà una delle serie fantasy più belle della storia e con un finale decisamente meno deludente di quello che è stato per Il Trono di Spade, in attesa di nuovi prequel, sequel e spin-off come quello sul personaggio di Jon Snow.

FONTI:
FandomWire
NewsWeek
Wired
Wikipedia
IMMAGINE:
House of the Dragon, ©2022/Ryan Condal/George R.R. Martin/HBO Entertainment/GRRM/Bastard Sword/1:26 Pictures Inc.
SCHEDA TECNICA
2022, Stati Uniti
HBO Entertainment, GRRM, Bastard Sword, 1:26 Pictures Inc.
Ryan Condal, George R.R. Martin
54-58 minuti, 10 episodi
Azione – Avventura – Fantastico – Drammatico
Visibile su NowTv e Sky
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Sull’autore
Ha frequentato il Liceo Linguistico Giosuè Carducci di Viareggio dove ha studiato spagnolo e tedesco, proseguendo i suoi studi presso la facoltà di lingue, letterature e studi interculturali di Firenze in cui ha appreso lo svedese e il portoghese. Successivamente ha intrapreso una specializzazione settoriale in traduzione medica, del web e per le imprese del turismo presso la scuola per traduttori e interpreti di Pescara. Da sempre appassionata dei più svariati argomenti, dalla storia antica alla medicina e dagli animali alle scienze della terra, la sua più grande vocazione è sempre stata il mondo dello spettacolo. Ha frequentato corsi di danza, musical, pianoforte, recitazione teatrale e cinematografica e al momento frequenta la scuola di doppiaggio Voice Art Dubbing di Roma.
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